PADOVA: AGGRESSIONE A MICHELE BORTOLUZZI DA PARTE DI UN RESPONSABILE DI UN SINDACATO DI POLIZIA DURANTE UN TALK SHOW SULL’ESITO DEL VOTO
Padova, 15 aprile 2008
Michele Bortoluzzi, 40 anni, membro della Giunta Nazionale di Radicali Italiani e Segretario dell’Associazione radicale veneta Loris Fortuna, è uscito dagli studi di Canale Italia la notte passata alle 2,30 in barella, trasportato al nosocomio di Padova per un sospetto trauma cranico procurato da una testata sferrata da un ospite del dibattito condotto dal giornalista Gianluca Versace. L’aggressore, invitato in qualità “di poliziotto, membro di scorte, e responsabile di una sigla del sindacato di polizia” ha inveito contro i radicali, quali “partito dell marijuana, dei drogati”. All’obiezione del Segretario dell’Associazione Fortuna, nel dibattito acceso, il poliziotto ha reagito con una testata sull’arcata sopracciliare a Michele Bortoluzzi.
Bortoluzzi, ghandianamente, ha alzato la fronte insanguinata ed ha continuato a parlare, pur in evidente stato di difficoltà, fino all’arrivo dell’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale, dove è stato dimesso dopo alcuni controlli.
L’episodio va stigmatizzato: Bortoluzzi, nel suo intervento iniziale alla trasmissione, aveva infatti pregato tutti di cercare di trovare le comuni ragioni sul sostegno al Governo Italiano incaricato dai cittadini, al di là del voto dato a destra o sinistra, pregando tutti di mantenere il dibattito su un piano costruttivo. L’aggressione continua ai radicali, le invettive “partito dei drogati, avete rovinato l’Italia”, e il clima che si è creato in studio hanno portato all’accensione di un dibattito al quale ovviamente il dirigente radicale ha cercato di mettere un freno, spiegando le ragioni di 50 anni di storia radicale.
Queste ragioni, evidentemente, non sono gradite ad una parte che si sente oggi molto sicura di poter applicare la legalità in una forma nuova, con meno inibizioni, senza limiti, aggredendo e minacciando il piu’ debole.
In merito all'increscioso episodio, la segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, si è detta preoccupata per questo segnale di intolleranza verso chi la pensa in modo diverso dai forcaioli, punizionisti e proibizionisti e preannuncia una manifestazione per la mattina del 24 aprile a Roma, in Piazza Cavour, quando si riuniranno le Sezioni Unite della Cassazione per pronunciarsi in modo univoco sulla punibilità o meno della coltivazione domestica di marijuana.
questa è la risposta del sindacalista della polizia
Sindacato Polizia COISP - Calcio, Michele Bortoluzzi grande attore !!! Com.Stampa Franco Maccari.
Roma, 15/04/2008 () COMUNICATO STAMPA COISP - Nel calcio la simulazione è passibile di espulsione, a Michele Bortoluzzi serve per racimolare notorietà. - «Il Coisp - scrive oggi in una nota Franco Maccari, Segretario Generale del Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia - stigmatizza il comportamento di Michele Bortoluzzi; solidarizza e appoggia il proprio esponente, Segretario Generale Regionale del Coisp Veneto, Luca Prioli». «Prioli - spiega Maccari - era stato invitato ieri notte alla trasmissione televisiva “La Grande Sfida”, negli studi dell’emittenza nazionale Canale Italia, condotta dal bravo giornalista Gianluca Versace, iniziata alle 23.00 e terminata all’1.30. Vi partecipavano esponenti delle diverse componenti della società veneta, dagli imprenditori agli agricoltori, dagli impiegati a diversificati esponenti del vivere e lavorare nel Veneto. Fra essi, come rappresentante della Polizia, il nostro Segretario Generale Regionale. Il conduttore si trovava fra due file a gradinata e Prioli prendeva casualmente posto dietro a tal Michele Bortoluzzi, esponente radicale, conosciuto come faccendiere, “politicamente voltagabbana” ed oltremodo presenzialista, in continua ricerca di notorietà». «Fin dall’inizio della trasmissione – continua Maccari – il Bortoluzzi continuava con i suoi interventi e battute ad infastidire la conduzione e lo svolgersi del programma, fino ad entrare in diverbio con il nostro rappresentante per l’espressione di un agricoltore, il quale ipotizzava come fosse più conveniente per lui coltivare la marijuana, piuttosto che combattere con l’attuale mercato agricolo. Il diverbio è continuato durante l’arco di tempo pubblicitario, impiegato dal Bortoluzzi per offendere pesantemente Prioli, fino a calunniarlo. Di questo ne risponderà a denuncia/querela! Successivamente, l’uno (Bortoluzzi) si girava all’indietro verso Prioli per meglio inveire, mentre l’altro avvicinava la propria testa per controbattere. Fortuitamente le teste si son toccate e da questo episodio accidentale il Bortoluzzi approfittava per simulare “una testata” evidentemente del tutto involontaria, esito di due movimenti contemporanei. La trasmissione è ripresa normalmente e solo alla fine di essa il Bortoluzzi ha chiamato di propria iniziativa medici e ambulanze, cercando di approfittare della situazione per far parlare di sé». «Una simulazione – conclude Maccari – che un arbitro di calcio avrebbe punito con l’espulsione e con un sorriso commiserevole, invece i Radicali italiani e la Sinistra radicale ne stanno approfittando per parlare ridicolarmente di “fronte insanguinata” (inesistente) e di “una Polizia molto sicura di poter applicare la legalità in una forma nuova, con meno inibizioni, senza limiti, aggredendo e minacciando il più debole”. Sono panzane demagogiche che non meritano neppure risposta, oltre all’ormai desueto vezzo di denigrare quando si può le Forze dell’Ordine; l’atteggiamento di Bortoluzzi, invece, merita l’Oscar per la recitazione, il tempismo, l’accortezza; fattori che a poco gli serviranno innanzi alla Magistratura e all’accertamento dei fatti».
In Italia le persone si farebbero tagliar un braccio pur di non assumersi le responsabilittà di ciò che fanno, come hanno dimostrato le vicende di Federico Aldovandi , Alberto Mercuriali, Giusepe Ales, Cristian Brazzo, Marco Pettinato, Alessandro Maciocia . Chi lavora attraverso il monopolio della forza fisica non dovrebbe, negare questo monopolio e fngere che si tratti di una questione tra privati cttadini. Le forze dell'ordine lavorano anche per mezzo della forza fisica. Fingere che sia il contrario e suggerire che la risposta violenta provenga da chi non ha nessuna convenienza e spesso e volentieri nessun interesse a reagire con la forza non aumenta la fiducia nelle forze dell'ordine, che dovrebbero invece stigmatizzare il comportamento di quegli individui che disonorano il corpo, l'Italia stessa e la civiltà dei suoi cittadini. Che potrebbero fare anche le guardie giurate, se non sono in grado di rispettare la deontologia professionale del pubblico ufficiale.